![[foto con bambino seduto per terra che gioca con diversi oggetti]](https://lacompagniadeibirichini.it/wp-content/uploads/2026/03/MG_7660-scaled.jpg)
L’arte di sostare
In questo articolo approfondiamo perché per i bambini è fondamentale “sostare”, ovvero vivere un momento di pausa in cui non fanno assolutamente nulla, o almeno, solo apparentemente.
Lunedì acquaticità, mercoledì musica e il sabato inglese e perché no anche una serie infinita di stimoli sensoriali a casa. Questo è ciò che accade sempre più frequentemente ai bambini di oggi, figli di genitori che nella speranza di rendere il loro bambino più “performante”, finiscono per sovra-stimolarlo.
La trappola della sovra-stimolazione
Per i bambini sotto i tre anni, il mondo è già di per sé un’esperienza totalizzante. Ad esempio, una formica che cammina sul marciapiede cattura la loro attenzione molto più di un viaggio intercontinentale.
Quindi, quando svolgono numerose attività senza sosta, possono davvero andare in sovraccarico. I segnali sono evidenti fin da subito:
- Irritabilità e crisi di pianto apparentemente immotivate.
- Difficoltà nel prendere sonno.
- Incapacità di giocare da soli (perché abituati all’intrattenimento costante).
Non a caso, oggi si parla spesso di deficit dell’attenzione, senza sapere che spesso, siamo proprio noi adulti a frammentare l’attenzione dei più piccoli. Permettere a un bambino di “sostare” su un’attività che gli interessa, incrementa la sua attenzione e, allo stesso tempo, gli permette di capire cosa gli piace e cosa non gli piace, scoprendo anche se stesso. Questi elementi sono fondamentali, perché rinforzano la sua autostima e autodeterminazione.
Il valore pedagogico del “sostare”
Sostare significa fare e dare spazio alla curiosità. Se i bambini non hanno un momento di tempo libero, allora non avranno la possibilità di elaborare e metabolizzare ciò che stanno vivendo. Infatti, questo impedisce al bambino di co-regolare le sue emozioni Se non ci sono continuità, sedimentazione e ripetitività gli apprendimenti e le esperienze non diventano competenze. Dare troppe esperienze senza sosta equivale a rimpinzare un bambino di cibo senza lasciargli il tempo di digerire: il risultato non è un bambino più nutrito, ma un bambino con l’indigestione, che non ha tratto alcun nutrimento da ciò che ha mangiato.
Come diventare genitori “slow”
Ecco alcuni consigli per uscire dalla bolla frenetica del “fare una cosa dietro l’altra”:
- Segui il ritmo, non l’orologio: se state andando al parco e il vostro bambino si incanta a guardare un tombino per dieci minuti, sostate con lui/lei. Quella scoperta spontanea vale più di ogni altro tuo proposito.
- Meno oggetti, più presenza: non proporre mille giochi diversi, ma offri pochi elementi naturali (pigne, cucchiai, coperchi, oggetti di legno, stoffe, materiali open-ended) e siediti accanto a lui. Non guidare il gioco, osserva con piacere e rilancia.
L‘infanzia non è una corsa per diventare adulti il prima possibile, ma un giardino che ha bisogno di tempo, pazienza e silenzi per vedere le prime fioriture. I bambini e le bambine hanno bisogno di una base solida da cui osservare il mondo, un passo alla volta. Sostare insieme a loro è il dono più grande che possiamo fargli, perché gli insegniamo che esistere è più importante che performare.
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