
Co-regolare le emozioni
Attraverso la ricerca scientifica, si è giunti nel tempo all’adozione dell’espressione “co-regolazione” delle emozioni, per descrivere un processo relazionale e bidirezionale. In questo scambio, gli individui coinvolti contribuiscono reciprocamente a equilibrare i loro stati fisiologici, emotivi e comportamentali.
Nel contesto della relazione educativa (genitore, educatore e bambino/a), co-regolare le emozioni è un meccanismo fondamentale. Lo sviluppo socio-emotivo segue, infatti, un percorso evolutivo che conduce dall’etero-regolazione (regolazione guidata dall’esterno) all’auto-regolazione (regolazione autonoma).
È attraverso la guida sensibile e responsiva di un adulto sufficientemente sintonizzato con i vissuti del bambino che quest’ultimo, nel tempo, costruirà le competenze e le abilità necessarie per gestire autonomamente le proprie emozioni e i propri comportamenti. In sostanza, la co-regolazione, in quanto processo eteroregolativo iniziale, getta le basi per una crescita socio-emotiva equilibrata e resiliente.
Per l’adulto in ambito educativo portare avanti una co-regolazione efficace richiede consapevolezza e l’adozione di specifiche pratiche. In questo articolo, vi presentiamo cinque passi per una co-regolazione costruttiva; una vera e propria sintesi di strategie da utilizzare come buone prassi per affrontare e supportare le difficoltà emotive e comportamentali dei bambini e saper co-regolare le emozioni.
1. Osservare e leggere il contesto
Il primo passo è affinare la capacità di osservazione del bambino/a all’interno del suo ambiente. In questa fase, porsi le domande giuste è essenziale:
- Tempi e ritmi: in quali momenti della giornata il bambino è più a suo agio? E in quali entra in difficoltà? C’è regolarità temporale in questi stati?
- Fattori ambientali: qual è il livello di rumore, luce, odori o affollamento in quel momento?
- Fattori relazionali: Com’è il clima emotivo? Come sta l’adulto?
- Contesto: Quale attività si sta svolgendo? Cosa è successo immediatamente prima?
Questa analisi profonda aiuta a sospendere il giudizio e a comprendere le condizioni favorevoli e sfavorevoli per il bambino.
2. Prevenire e strutturare la sicurezza
Sfruttando le informazioni raccolte tramite l’osservazione, l’adulto può intervenire preventivamente per ridurre il carico di stress ambientale.
- Agire sull’ambiente: Se possibile, modulare routine, proposte, gestione del tempo e possibilità di scelta per aumentare l’autonomia del bambino e ridurre i fattori scatenanti la disregolazione.
- Aggiungere sicurezza: Quando non è possibile eliminare lo stress, è vitale aggiungere elementi di sicurezza e protezione emotiva. Questo può significare avvicinarsi fisicamente, offrire contatto fisico rassicurante, parlare con tono calmo, offrire una scelta limitata o proporre l’aiuto di un amico.
- Anticipare: Se si identifica un momento di fatica ricorrente (ad esempio, dopo una specifica attività o un orario), agire in anticipo (pochi minuti prima) con strategie di aiuto mirate può prevenire l’escalation emotiva.
3. Regolare la fisiologia
Quando la disregolazione emotiva si manifesta, è necessario aiutare il bambino a ritrovare il suo equilibrio fisiologico. L’adulto agisce come “ancora” calmante.
- Presenza centrata: L’adulto deve essere calmo, stabile e presente (centrato), offrendo un modello di regolazione.
- Tecniche corporee: Favorire il contatto fisico rassicurante, se accettato, incoraggiare una respirazione profonda e lenta, o facilitare un momento di pausa tranquillo (Time-In) lontano dagli stimoli eccessivi.
- Bisogni primari: Verificare se bisogni primari sono soddisfatti: bere un bicchiere d’acqua, mangiare un piccolo spuntino sano, o favorire un breve contatto con la natura per riequilibrare il sistema nervoso.
4. Riflettere e verbalizzare (Connessione e rispecchiamento)
Solo quando il bambino è tornato a uno stato di maggiore regolazione è possibile avviare la riflessione. L’obiettivo è costruire la consapevolezza emotiva e comportamentale.
- Connessione emotiva: Ristabilire un legame emotivo sicuro prima di discutere l’accaduto.
- Rispecchiamento: Verbalizzare e nominare l’emozione provata (“Eri molto arrabbiato perché…”, “Capisco che eri triste quando…”).
- Riflessione guidata: Discutere insieme cosa è successo, cosa ha scatenato la reazione e, soprattutto, quale comportamento alternativo e più socialmente adeguato si potrebbe utilizzare in una situazione simile futura.
5. Riparare il legame
La gestione delle emozioni intense spesso provoca una rottura relazionale, sia tra adulto e bambino, sia tra coetanei. La riparazione è cruciale per ristabilire la sicurezza emotiva. Se l’adulto ha reagito in modo eccessivo, è fondamentale chiedere scusa al bambino. Questo non solo ripara la rottura ma modella anche un comportamento di responsabilità e umiltà.
Adottare questi passaggi, per co-regolare le emozioni dei più piccoli, è un profondo impegno ad accompagnare i bambini lungo il loro percorso di crescita, trasformando ogni momento di difficoltà in un’opportunità di apprendimento e connessione.
Per un approfondimento sui comportamenti aggressivi, vai all’articolo: I comportamenti aggressivi: cosa possiamo fare? – La compagnia dei birichini

